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Albero della vita norreno

Albero della vita norreno

Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Disambiguazione — Se stai cercando altri significati del termine, vedi Yggdrasill disambigua. Altri progetti Wikimedia Commons. Estratto da " https: Luoghi della mitologia norrena Alberi e boschi sacri della mitologia norrena. Categorie nascoste: Voci con codice GND Voci non biografiche con codici di controllo di autorità. Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra.

Namespace Voce Discussione. Visite Leggi Modifica Modifica wikitesto Cronologia. In altri progetti Wikimedia Commons. Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo ; possono applicarsi condizioni ulteriori. Nove mondi ricordo nove sostegni, e l'albero misuratore, eccelso che penetra la terra. Il brano è di ardua traduzione. In tutti i casi si tratta di una visione dell'universo riassunto nella sua stabilità e nella sua totalità Cox Dopodiché Snorri passa a descrivere le sorgenti a cui attingono le radici del frassino e le molte creature che dimorano tra le sue radici, tra i suoi rami e nella sua chioma.

Le fonti a cui esso attinge sono essenzialmente quelle sopra riportate: L'immagine di un albero sacro, anche se non necessariamente un albero cosmico, sembra un isomitema diffuso presso diversi popoli germanici. Molte fonti parlano di alberi oggetto di venerazioni e luogo di sacrifici umani, alberi posti accanto a templi o sorgenti. È il caso della colonna di? Truncum quoque ligni non parvae magnitudinis in altum erectum sub divo colebant, patria eum lingua Irminsul appellantes, quod Latine dicitur universalis columna, quasi sustinens omnia Grimm Un altro grande albero si levava vicino al tempio di Uppsala, come ci informa uno scolio ad Adamus Bremensis: Friedrich Wilhelm Heine Dunque, se l'immagine di un albero cosmico sembra diffusa tra molti popoli germanici, dove anzi è un elemento cosmologico di straordinaria importanza, bisogna ammettere che essa sembra stranamente assente dal resto delle mitologie europee.

La risposta è abbastanza semplice e condivisa dalla maggior parte degli studiosi. Se il mitema dell'albero cosmico è raro tra le popolazioni indoeuropee, esso è, al contrario, assai diffuso tra le genti uraliche e altaiche. L'immagine appartiene a una comune concezione sciamanica che troviamo attestata, a est, fino alla Siberia. L'albero cosmico è non solo l'asse che unisce cielo, terra e inferi, ma anche il tramite attraverso il quale lo sciamano è in grado di uscire dal nostro mondo per salire o scendere attraverso i molteplici livelli dell'essere. Ora sembra assodato che in origine, le terre del nord Europa, dalla Russia alla Scandinavia, fossero occupate da genti di lingua ugrofinnica.

I popoli indoeuropei giunsero in quelle ragioni soltanto a partire dal I millennio a. Nel corso dei secoli i Germani si sarebbero insediati nel sud della Svezia e lungo tutta la costa sudoccidentale della Norvegia, contendendo le regioni interne e settentrionali ai Finni, che vi erano ancora stabilmente insediati fino a tempi piuttosto recenti. Non vi è nulla di strano se, fin dall'epoca della sua formazione, la mitologia germanica settentrionale abbia inglobato molte idee di matrice finnica.

Gli studiosi hanno puntualmente fatto notare molti elementi di sciamanesimo nella religione scandinava, che sembrano attingere al mondo uraloaltaico. Una fauna non sempre benevola che, anzi, a tratti sembra quasi minacciare la stabilità e l'integrità del grande albero. Le fonti sapienziali norrene si dilungano a enumerare tutte queste creature, di cui vengono dati i nomi e spiegata la natura.

Ci sono poi i cervi, quattro che i più alti ramoscelli? Anche Snorri riferisce di queste creature Gylfaginning [16] , che trae dalla medesima fonte aggiungendo ancora qualche dettaglio: Insieme con il frassino, questi esseri formano un'immagine mitica di straordinaria antichità che troviamo attestata in molte e diverse tradizioni, fin dalle epoche più remote. Il parallelo con la fauna del frassino Yggdrasill è evidente. Peccato che, a parte tracciare una vaga omologia, non si possa fare di più. Il parallelo sumerico non ci illumina sul motivo germanico, e viceversa.

Anche l'immagine biblica dell'albero della conoscenza del bene e del male, con il serpente che gli scivola accanto, ha certamente più di un debito con il medesimo mitema; effettivamente qui manca l'aquila, ma si possono chiamare in causa i serafini con le spade fiammeggianti che si ergono a guardia dell'albero della vita.

D'altronde la diffusione di tale mitema sembra essere universale. Lo ritroviamo attestato persino in America: Queste sono indicazioni di un simbolismo remotissimo, risalente con ogni probabilità alle origini stesse della cultura umana e che, in un modo o nell'altro, è stato ereditato in maniera diversa dalle diverse culture. Non sappiamo, e certamente non sapremo mai, cosa simboleggiassero in origine questi animali, perché troviamo proprio un serpente tra la radici dell'albero simbolo di immortalità?

Le rappresentazioni grafiche del frassino Yggdrasill hanno sempre qualcosa di goffo. Gli illustratori si trovano invariabilmente a disagio nel rappresentare quel tronco che attraversa il cosmo, quegli immensi rami che coprono i cieli, le tre radici che raggiungono gli opposti angoli dell'universo e naturalmente tutta la strana fauna — cervi e capre, aquile e serpenti — insediata a tutti i livelli del grande frassino, brucando, rodendo e divorando. L'impressione è che Yggdrasill sia la figurazione, in forma dendrica, di qualche antica concezione cosmologica.

I vari elementi di questo mitema arboreo, i dettagli curiosi della strana fauna che lo affolla e certe notazioni quasi inesplicabili, come il motivo delle tre radici che si diramano in tre direzioni diverse per attingere ad altrettante sorgenti primordiali, non sembrano delle aggiunte stravaganti, ma suggeriscono la presenza di idee assai meditate sull'universo e le forze che lo governano. Il frassino Yggdrasill , nella sua geometria, obbedisce a qualche tipo di logica interna che non è soltanto quella di un albero grande quanto l'universo, ma di un supporto cosmologico, rappresentato in forma di albero, che avvolge, racchiude e fornisce all'universo una struttura.

La chiave che ci permette di decifrare questa imponente visione cosmologica è andata perduta, anche se molti elementi possono tuttora suggerirci una serie di idee complesse e avvincenti. Esaminiamo il motivo delle tre radici e diamo un'occhiata ai testi. Tre radici si estendono in tre direzioni sotto il frassino Yggdrasill ; Hel sotto l'una dimora, sotto l'altra i giganti di brina, sotto la terza gli esseri umani. La prima differenza tra i due testi, com'è evidente, è relativa ai luoghi dove le tre radici sono dirette.

Ma non bisogna commettere l'errore di considerare le distinzioni tra le due fonti come sostanziali divergenze geografiche: È evidente che le tre radici si dirigono in tre direzioni che non sono quelle della terra, quanto piuttosto tre distinte manifestazioni dell'essere: Il problema è piuttosto disegnare un albero le cui tre radici vadano in direzioni tanto bizzarre. Bisogna mettersi nell'ottica di una cosmografia antropocentrica, in cui l'asse cielo-terra-inferi era essenzialmente l'asse zenitale, diviso in tre regioni dai tropici celesti.

Il senso in realtà è sottilmente diverso e soltanto un'attenta analisi comparata dei vari miti ci aiuta a comprenderlo. Dunque il frassino Yggdrasill viene a essere una rappresentazione sia dell'asse cosmico che dell'intera armatura della sfera celeste. Ricordiamo il brano in cui Snorri parla dei molti cieli che si levano sopra il nostro. Ma è un'analisi che sfugge alle nostre capacità e, temiamo, non vi siano più le basi per operare una simile ricostruzione del pensiero cosmologico degli antichi Scandinavi.

Ricordiamo dove esse vanno ad attingere: Che il frassino Yggdrasill pianti una radice in quel pozzo profondo, partecipando in una certa misura alla sua energia creativa, è indice della natura primordiale e originaria del grande albero. Questa è la sorgente a cui sta a guardia la testa di Mímir: Il frassino Yggdrasill è anche albero della conoscenza. Queste note possono aiutarci a capire quanti significati, e quanto profondi, si intersecano in quest'immagine cosmica del grande frassino Yggdrasill , l'albero che regge l'universo, gli infonde vita e sapienza e, in qualche modo, ne segna il passato e il futuro.

Albero cosmico, albero della creazione e albero della conoscenza, il frassino Yggdrasill è anche albero del tempo e del destino. Il tempo, nel pensiero germanico, non è soltanto lo svolgersi delle ore, dei giorni e degli anni, lungo una linea che dal passato procede verso il futuro; il tempo non è un semplice contenitore di eventi, ma è esso stesso lo svolgersi di quegli eventi. Tempo e destino sono una sola cosa ineluttabile.

Come sappiamo bene, i vichinghi erano estremamente fatalisti: In un passo che qui riportiamo per la terza volta, il frassino Yggdrasill viene indicato con una parola molto strana: Questa parola è una delle più delicate dell'intera letteratura mitologica norrena: Come abbiamo visto, il frassino Yggdrasill è l'immagine stessa del cosmo: Ma questa sfera celeste non è un tutt'uno statico, ma un insieme in perenne movimento, un immenso orologio-bussola le cui lancette scandiscono incessantemente i rapporti tra lo spazio e il tempo. Non vi è alcuna volontà a dirigere questi giri immani delle stelle attorno all'asse centrale, del sole e dei pianeti lungo la fascia zodiacale: Ed è una legge superiore a cui sono soggetti persino gli dèi.

In questo senso il frassino Yggdrasill è l'immagine del cosmo, il perno intorno al quale viene misurato il tempo e intorno al quale si decreta il destino dell'universo. Il passo di un poema eddico lega l'immagine dell'albero cosmico a una strana idea di fragilità: Il frassino Yggdrasill sopporta pene più grandi di quanto gli uomini sappiano: A che cosa si deve quest'immagine dell'albero cosmico che potrebbe crollare? Abbiamo già messo in relazione il frassino Yggdrasill con l'immensa quercia che compare nel secondo runo del Kalevala , della quale è registrato il crollo. Anche riguardo al misterioso Sampo , anch'esso presente nel Kalevala , il cui coperchio è la volta del cielo e le cui tre radici si svolgono in tre direzioni diverse, si parla di scardinamento e distruzione.

De Santillana e la Von Dechend, nel loro studio, hanno riportato il mitema dello scardinamento dell'asse cosmico al fenomeno della precessione degli equinozi, movimento celeste scoperto — ufficialmente — da Hípparchos di Níkaia nel II secolo a. Questi punti, come sappiamo, sono dominati da una specifica costellazione, che è la costellazione zodiacale attraverso la quale sorge il sole nell'equinozio di primavera. Questo fenomeno è visto, nella visione cosmologica, come uno scardinamento dell'asse terrestre e il ristabilimento di un nuovo asse. E è un numero significativo in questo tipo di calcoli. Questo secondo calcolo, se corretto, riporterebbe la cifra alle considerazioni sopra esposte sulla durata dei cicli cosmici.

Meno significativa l'ipotesi esaminata da Mannhardt e poi ripresa da Branston, secondo cui l'albero cosmico avrebbe una connotazione sessuale, rappresentando il membro maschile eretto, come fonte della procreazione.

Alberi cosmici a confronto – L'amore è la risposta a tutte le domande

Yggdrasil, l'Albero della Vita, non è solo uno dei più importanti simboli vichinghi e norreni, ma un elemento importante della stessa fede. Yggdrasill, “l'albero della vita“: uno degli elementi più noti della t-shirt ma come viene descritto questo imponente frassino nei testi norreni?. Yggdrasil, ricostruzione moderna dell'albero del Mondo norreno. L'Albero del Mondo (o Albero sefirotico, Albero del Centro, Albero di vita a seconda delle. Nella mitologia norrena, si ritiene che l' asse dell' universo è un' enorme frassino. Questo albero, collegamenti "yggdrasill, i mondi di asgard (where the Gods. L'albero della vita veniva chiamato dagli antichi Celti crann bethadh e credevano che Yggdrasil, albero della vita nella mitologia norrena. Parche della mitologia greca, tessendo la trama della vita di uomini e Dèi. Oltre agli abitanti dei Nove Mondi l'albero offre riparo a molti esseri, che lo È utile sottolineare che, nella mitologia norrena, la divisione tra caos. Yggdrasill [ˈygˌdrasilː], nella mitologia norrena, è l'albero cosmico, l'albero del mondo. è fonte della vita, delle acque eterne, è l'albero che dà la vita;; è fonte del sapere, è all'origine della sapienza di Óðinn;; è fonte del destino.

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