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Carte da gioco bergamasche

Carte da gioco bergamasche

Vale 3 Punti. Lista Desideri. Richiedi informazioni su questo prodotto Per qualsiasi informazioni puoi contattarci Inserisci email Cosa vuoi sapere? Accetto l'informativa sulla privacy. Potrebbe anche interessarti. Mostra 9 15 Aggiungi al Carrello Aggiungi al confronto. Cuccù Masenghini Valutazione: Carte da gioco. Iscriviti alla nostra Newsletter: Iscriviti alla newsletter. Il valore delle carte dal 2 al 7 è riportato negli angoli. Il mazzo è riconoscibile per via dei re tutti e quattro assisi in trono.

Spicca quello di denari col bollo d'imposta fra le gambe. Le carte trevisane, veneziane o venete sono diffuse in tutto il Veneto e in tutto il Friuli e sono a semi italiani. Il bollo d'imposta, quando necessario, era inserito sul re di bastoni dove oggi è presente il riferimento alla città di Treviso oppure sull'asso di denari. Originariamente le carte di corte erano a figura intera, ma progressivamente, nel XIX secolo, divennero a due teste. I mazzi attuali possono contare sia 52 che 40 carte ed il valore numerico di ogni carta è indicato in alto a sinistra e, capovolto, in basso a destra.

Talvolta la confezione include anche due matte. Originariamente i motti riportati sugli assi, variavano a seconda dello stampatore. I motti attuali si affermarono nel XIX secolo e, con minime variazioni di edizione, sono:. Il fante di spade è diverso dagli altri essendo barbuto, inoltre regge una testa mozzata con la mano sinistra ed è chiamato comunemente pampalugo mamalùc in friulano o vecia vecchia.

Questo fante ha un ruolo importante in alcuni giochi in cui il giocatore cui rimane in mano alla fine della partita, perde. In alcune zone tutti i fanti sono detti vecie e in particolare quello di spade è detto vecia scapelada vecchia senza cappello. I denari sono gialli e azzurri e decorati in modo molto delicato. Di questo seme noto anche come ori , il sette e il dieci assumono, come anche in altre regioni, l'appellativo belo bello. Assieme alle bolognesi sono le carte più lunghe d'Italia: Il mazzo è da 40 carte e presenta figure a due teste. Le carte numerali sono indicizzate dall'1 al 7 mentre le figure sono indicizzate con l'11, il 12 ed il Sulle barre orizzontali che dividono le figure in due metà, appaiono i nomi delle figure, e la numerazione delle figure stesse fa ricordare che, probabilmente, in antichità il mazzo era completato dagli 8, dai 9 e dai 10 numerali la versione a 52 carte era prodotta dalla ditta Edoardo Pignalosa di Napoli ed una analoga, di produzione Modiano, fu distribuita nel dal quotidiano triestino Il Piccolo.

Una particolarità è che sugli assi sono presenti i motti: Le carte triestine sono diffuse non solo a Trieste, ma anche in Bisiacaria , in parte della Slovenia, e nelle località della costa istriana, non solo tra i cittadini della minoranza italiana. Oggi non più in uso e proprie della Puglia. Questo mazzo comprendeva 40 carte ed era in stile spagnolo. Era pressoché identico al napoletano, fatta eccezione per il cinque di spade, sul quale non apparivano disegni in nero, e le figure più tozze. Le nuoresi sono carte a seme francese, con figura doppia divisa orizzontalmente.

Non sono ormai più fabbricate da alcun produttore e sono state sostituite dalle molto simili carte genovesi. Oggi non più in uso e diffuse soprattutto in Italia centrale [7] , erano a seme italiano. Nonostante la produzione e il consumo di carte da gioco romane nel Cinque-Seicento siano stati ingenti addirittura tra i maggiori a livello internazionale , oggi ne restano solo pochi esemplari: Inoltre, qui, i fanti, i cavalli e i re erano rispettivamente sostituiti da legionari, centurioni e imperatori.

Per il resto era un normale mazzo da 40 carte in stile spagnolo. Proprie della città di Udine e oggi estinte, queste carte presentavano caratteristiche delle carte trevisane e triestine. Il mazzo di 52 carte, a doppia figura, prive sia di indici numerici sia di fasce coi nomi delle figure, era riconoscibile per la forma peculiare delle coppe, munite di appendici triangolari nere e per lo stemma di Udine sul re di bastoni. L'asso di coppe portava il motto: L'asso di denari, destinato ad accogliere il bollo d'imposta, era privo di motto. Estinte e diffuse soprattutto in Italia meridionale, erano un ibrido tra le piacentine e le romagnole, con le quali spesso venivano confuse; queste carte misuravano 45mm per 90mm.

La similitudine con le piacentine era evidente soprattutto per l'asso di denari raffigurante un'aquila, mentre quella con le romagnole era evidente per via dei cavalli rampanti e i cavalieri senza staffe. Come la maggior parte delle carte italiane in stile spagnolo, queste avevano bastoni e spade disposte in modo simmetrico, fatta eccezione per il tre di bastoni. Comunque, il mazzo, composto da 40 carte, era riconoscibile per via di un grappolo d'uva rappresentato sul quattro di denari a volte sostituito da una lupa coi gemelli , simbolo di Roma e un leone rappresentato sul quattro di coppe.

I re di denari e coppe avevano in mano scettri al posto delle tradizionali asce, l'asso di coppe aveva una base tonda anziché esagonale, le spade erano lamellate anziché dritte e i colori dei bastoni non erano tre come nelle carte romagnole , ma due. Nel primo Regno di Sardegna la tassa sulle carte da gioco si riscuoteva mediante l'apposizione di un bollo sulle carte medesime. Gli assi molto elaborati possono riprodurre un motto. Esistono nelle versioni a 36 carte raro , 40 o In questo gruppo troviamo le bergamasche, le bolognesi, le bresciane, le venete, le triestine e le trentine. Sono molto diffuse nelle regioni del nord est. Appartengono a questo gruppo le piacentine le più diffuse tra il tipo spagnolo insieme alle napoletane , le napoletane, le romagnole, le siciliane e le sarde.

Sono diffuse nelle regioni del centro-sud, o in tutta Italia napoletane e piacentine. Esistono solo nella versione a 40 carte. Un particolare gruppo di carte appartenenti a questo gruppo sono le romane, nate negli anni settanta, hanno incontrato poca fortuna tra i giocatori e non sono state più prodotte; queste carte avevano le figure che si rifacevano alla tradizione degli antichi romani: Fanno parte di questo gruppo le genovesi, le lombarde, le toscane, le piemontesi.

Hanno le figure intere, tranne le genovesi figure di tipo francese o belga. Sono diffuse nel nord-ovest, Esistono nelle versioni a 36 genovesi e piemontesi , 40 o 52 carte. Nate come mazzo da 36 carte negli anni ottanta è stato introdotto il mazzo da 40 che oggi è l'unico diffuso in Alto Adige la versione da 36 è invece diffusa in Austria. Una volta le carte erano fatte tutte in modo artigianale con una tecnica abbastanza costosa per cui non vi era la possibilità di una produzione di massa. Il motivo principale del successo dei semi francesi e della loro diffusione nel mondo è legato probabilmente all'economicità e semplicità della loro stampa: Il processo produttivo che porta alla realizzazione di un mazzo di carte da gioco inizia col scegliere il materiale più adatto:

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